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Δηλώσεις του Μπαρζανί προκαλούν παραλήρημα στην Τουρκία

Δηλώσεις του προέδρου της αυτόνομης δημοκρατίας του Κουρδιστάν Μεσούτ Μπαρζανί στην IL TEMPO, προκαλούν παραλήρημα στην Τουρκία και στους εθνιιστικούς κύκλους που κυριαρχούν στο πολιτικό σκηνικό, στην κοινωνία και στο φανερό-βαθύ κράτος.
Ο Μεσούτ Μπαρζανί δηλώνει ξεκάθαρα ότι το Κιρκούκ αποτελεί αναπόσπαστο τμήμα του Κουρδιστάν και ότι το ΡΚΚ δεν είναι τρομοκρατική οργάνωση, αφού δεν αρνείται το διάλογο, ενώ αφήνει να εννοηθεί ότι το τουρκικό κράτος, που αρνείται το διάλογο, είναι υπεύθυνο για το αδιέξοδο στην “τουρκική” διάσταση του Κουρδικού.
Να παρακολουθούμε όλοι μας στενά τα τεκταινόμενα στο μείζον αυτό θέμα….

BARZANI: “L’ITALIA AIUTA LA STABILITA’ DELL’IRAQ”

Da “IL TEMPO” di sabato 21 giugno 2008

Barzani: «L`Italia aiuta la stabilita ` `dell`Iraq» Il presidente del Kurdistan in visita a Roma Maurizio Piccirilli m. [email protected] it 29 Gessato scuro e cravatta su camicia made in Italy, Massud Barzani, lasciata la kefiah con i colori curdi, è in Italia nell`ambito di un tour internazionale che lo ha portato anche a Washington dove ha incontrato Bush e la Rice. La tappa italiana è stata particolarmnte ricca di impegni. Barzani ha incontrato il presidente della Camera Gianfranco Fini, ha fatto visita al Casd, Centro Alti Studi Difesa. Ha quindi partecipato al convegno organizzato da Partito democratico europeo. Al termine degli impegni ufficiali il presidente curdo e leader del Partito democratico curdo (Pdk) si concederà due giorni di vacanza in Italia. Le piccole e medie imprese italiane nei settori della ristorazione e dell`agricoltura sono i primi partner commerciali nella regione autonoma dei Nord dell`iraq. Quali sono le relazioni tra l`Italia e il Kurdistan? «La presenza dell`Italia sul territorio curdo aiuta la definizione positiva del processo di ricostruzione civile ed economica. I rapporti tra i due Paesi sono molti forti in ambito economico e culturale. Da due anni si svolge a Erbil una fiera commerciale di prodotti italiani che agevola gli scambi economici. Il Kurdistan stabile è una garanzia per tutti gli investitori stranieri e noi ci stiamo aprendo alle compagnie straniere». Il petrolio è una risorsa per l`Iraq e il Kurdistan, il ritorno delle grandi compagnie in Iraq lo considera un fatto positivo? «Fa piacere che esse ritornino. L`Iraq però fa parte del- l`Opec e ogni decisione in merito alla produzione del greggio va presa in accordo con l`organizzazione. Ci sono accordi che siamo tenuti a rispettare». Resta aperta la questione di Kirkuk, centro petrolifero importante. L`unica soluzione rimane quella del referendum? «Assolutamente. Kirkuk fa parte del Kurdistan ma prima deve essere stabilizzata l`identità di Kirkuk nel rispetto di tutte le etnie presenti. Non vogliamo fare nulla che possa creare problemi alla sicurezza e alla stabilità dell`Iraq. Quindi la scelta sarà fatta attraverso il referendum». E non avete timore di un`invasione turca a caccia delle basi del Pkk? «Non abbiamo paura di nessuno. Invadere il nostro territorio sarebbe un passo azzardato con conseguenze in tutta la regione». Le risulta che anche l`Iran partecipa alle incursioni contro il Pkk? «Non ho elementi in tal senso. Certamente i loro servizi di intelligence collaborano». Come sono i vostri rapporti con il Pkk, li considerate terroristi? «Il popolo curdo non deve combattere con le armi ma scegliere la via politica. Il Pkk non è una formazione terroristica. Se la Turchia è disposta a sedersi a un tavolo con il Pkk e questi rifiuta e non vuole parlare, allora il Pkk diventerà terrorista. Il Kurkistan iracheno ha fatto grandi passi in avanti sul fronte della sicurezza, dobbiamo essere uniti ma la violenza e il terrorismo non conoscono confini geografici, per questo serve uno sforzo congiunto e globale». lri Kirkuk Pkk I rapporti tra i nostri La città è parte dei Non li consideriamo Paesi sono molti forti Kurdistan ma la terroristi ma devono in ambito economico definitiva annessione abbandonare la via e culturale. A Erbil si sarà stabilita con un delle armi. Non svolge una fiera dì referendum per non temiamo invasioni da prodotti italiani» turbare gli equilibri» parte della Turchia»

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